Resident Evil- ExtinctionTitolo originale Id.
Regia Russell Mulcahy
Sceneggiatura Paul W.S. Anderson
Interpreti Milla Jovovich, Oded Fehr, Ali Larter, Iain Glen, Mike Epps, Ashanti
Durata 95'
Montaggio Ryan Folsey, Niven Howie
Musiche Tyler Bates
Scenografia Eugenio Caballero
Fotografia David Johnson
Paese, Anno Australia/Francia/Germania/G.B/U.S.A., 2007
Distribuzione Sony Pictures Releasing Italia
Anni dopo il disastro di Raccoon City, Alice vive di nascosto nel deserto del Nevada perché potrebbe essere pericolosa per chiunque entri in contatto con lei. Quando giunge alle rovine di Las Vegas, Alice ritrova Carlos Olivera e L.J. che insieme ai nuovi sopravvissuti Claire, K.Mart e l’infermiera Betty, stanno cercando di distruggere il mortale T-Virus che rende ogni essere umano uno zombie.
C’è quantomeno un aspetto confortante (per i maschietti) in Resident Evil – Extinction: sopravviveranno soltanto le supergnocche. L’estinzione del titolo, infatti, questa volta riguarda l’intero genere umano, ad eccezione di alcuni esemplari maschi di nessuna importanza e di poche, ma selezionatissime femminucce: che sia questa la cosiddetta "selezione naturale"? Eliminate dalla faccia della terra le racchie, ai pochi sopravvissuti rimane solo da combattere contro orde di zombie antropofagi, ma limonare nelle pause del massacro rende il gioco degno di essere giocato.
Il gioco, appunto, Resident Evil, capostipite dei survival-horror, è risultato più longevo sul grande schermo che sulla console, grazie alla passione di Paul W.S. Anderson, qui in veste di produttore, sceneggiatore e futuro padre del bebé atteso dall’adrenalinica Milla Jovovich. La regìa affidata a Russell Mulcahy, che dopo Highlander non ne ha imbroccata una, appare decisamente di routine, con insistiti riferimenti a pellicole ben più blasonate: dai desertici scenari post-atomici di Mad Max, alle sabbiose rovine de Il Pianeta delle Scimmie, fino ad un esplicito omaggio a Gli Uccelli di Hitchcock, che costituisce forse la migliore sequenza dell’intero film.
Impostato come un western on-the-road, Resident Evil – Extinction ripropone i temi tipici di ogni pelliccola sui sopravvissuti, i continui spostamenti su mezzi "elaborati", l’affannosa ricerca di carburante e di cibo, il miraggio di un’oasi di pace. Lo sceneggiatore Anderson non si è sforzato neanche un po’ per infondere novità al solito schema, forse anche per non togliere spazio ed attenzione alla sua morosa, una tostissima Milla che domina la pellicola dall’inizio alla fine. Conciata con un look di sua creazione a metà strada tra un Hell’s Angel e una modella di Cavalli, Milla vola, ammazza, sposta gli oggetti, crea campi di forza e riesce pure ad essere supersexy: un pochino troppo, anche per un esperimento genetico.
Al di là della trama di nessuna importanza, ci si concentra quindi sulle sequenze d’azione, in attesa del gran finale: il duello esiziale con il supermostrone. Ma proprio allora arriva la delusione maggiore: il "final level" ci riserva il solito, banalissimo, mostro ipertumorale, tutto bozzi, piaghe e tentacolini, e l’agognato scontro si risolve in un paio di minuti. Rimane una perplessità: è mai possibile che nel prossimo apocalittico futuro si debbano sprecare centinaia di perfetti cloni di Milla Jovovich? Non si potrebbe pensare ad un impiego migliore?